L'Etna in attività al tramonto
Etna — foto: gnuckx · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Dall'appartamento l'Etna non si vede, ma basta arrivare in fondo a via Etnea e alzare lo sguardo: eccolo lì, in fondo alla strada. Salirci è la gita fuori porta più richiesta di tutto il soggiorno, ed è anche quella che va organizzata con più attenzione, perché parliamo di un vulcano in attività e non di una montagna qualsiasi.

Un vulcano attivo, non una montagna qualsiasi

L'Etna è il vulcano attivo più alto d'Europa e domina Catania da ogni angolo della città. È patrimonio UNESCO e la sua attività è costante: le condizioni delle zone sommitali cambiano di continuo e possono comportare limitazioni di accesso decise dalle autorità. Questa è la prima cosa da sapere prima di programmare la salita.

I due versanti

Il versante sud, quello più vicino a Catania, si raggiunge risalendo verso il Rifugio Sapienza; il versante nord si affronta da Piano Provenzana, sul lato di Linguaglossa. Entrambi hanno strutture di accesso, impianti e punti di partenza per le escursioni. Dal centro di Catania il versante sud richiede circa un'ora di strada.

Fino a dove si può arrivare

Alle quote intermedie ci si muove liberamente su sentieri e crateri spenti, spesso raggiungibili anche con impianti di risalita e mezzi fuoristrada. Per le zone sommitali, oltre una certa quota, l'accompagnamento di guide vulcanologiche autorizzate è obbligatorio. Non si tratta di una formalità: è una zona in cui le condizioni cambiano in fretta.

Quando andare

In primavera e autunno le condizioni sono generalmente le migliori. In estate si sale comunque, ma va messa in conto la folla; in inverno la neve trasforma il paesaggio e sono attivi impianti sciistici. In tutte le stagioni, in quota, fa freddo e c'è vento anche quando in città si sta in maniche corte.

Cosa portare

Giacca a vento, pile, pantaloni lunghi, scarponcini, occhiali da sole, protezione solare e acqua. Le guide forniscono normalmente l'attrezzatura specifica per le zone sommitali. Verificate sempre le condizioni e le eventuali limitazioni sui canali ufficiali del Parco dell'Etna e delle autorità locali prima di partire.

Con o senza guida

Fino alle quote intermedie ci si muove in autonomia su sentieri segnalati, visitando crateri spenti e colate recenti. Per le zone sommitali l'accompagnamento di guide vulcanologiche autorizzate è obbligatorio, e non è un cavillo burocratico: in quota la visibilità, il vento e l'attività possono cambiare in poche decine di minuti. Le guide forniscono anche l'attrezzatura necessaria.

Oltre la salita

L'Etna non è solo la vetta. Le pendici ospitano boschi, colate storiche, grotte di scorrimento lavico e la ferrovia Circumetnea, che gira attorno al vulcano attraversando i paesi e i vigneti. Per chi non se la sente della quota alta, un giro a mezza montagna offre paesaggi notevoli con un impegno fisico molto contenuto.

Il versante sud, passo per passo

Il percorso più battuto da chi parte da Catania e quello meridionale. Si risale in auto o con il servizio di autobus verso il Rifugio Sapienza, punto di appoggio principale a circa millenovecento metri, dove si trovano parcheggi, punti ristoro e la stazione di partenza della funivia. Da li si può restare in zona e visitare a piedi i Crateri Silvestri, coni spenti facilmente percorribili e adatti anche a chi non ha allenamento, oppure salire con la funivia e proseguire con i mezzi fuoristrada verso quote superiori. L'ultimo tratto verso l'area sommitale richiede l'accompagnamento di guide vulcanologiche autorizzate. Mettete in conto una giornata intera e partite presto: nel pomeriggio le nuvole salgono dalla valle e spesso chiudono la visibilita. Le condizioni meteo e l'attività eruttiva possono comportare chiusure decise dalle autorita anche con poco preavviso, quindi controllate sempre prima di mettervi in viaggio.

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