Una candelora durante la festa di Sant'Agata
Festa di Sant'Agata, Catania — foto: Effems · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Se capitate a Catania nei primi giorni di febbraio non vi troverete in una città con una festa: vi troverete dentro la festa, punto. Sant'Agata è una delle celebrazioni religiose più partecipate al mondo e per tre giorni riorganizza completamente la vita del centro storico, comprese le strade intorno all'appartamento. Vale la pena sapere in anticipo cosa aspettarsi, perché è un'esperienza intensa e non del tutto prevedibile.

Quando si svolge

La festa di Sant'Agata si celebra ogni anno all'inizio di febbraio, nei giorni intorno al 3, 4 e 5, con un appendice a fine agosto legata al ritorno delle reliquie. È una delle feste religiose più partecipate al mondo per numero di presenze, e per Catania non è un evento fra gli altri: è il momento in cui la città si riconosce. Le vie del centro storico, appartamento compreso, si trovano dentro il perimetro dei percorsi processionali.

Le candelore

Le candelore sono grandi macchine votive in legno intagliato e dorato, ognuna legata a una corporazione di mestiere. Vengono portate a spalla e fatte oscillare con un movimento cadenzato, l'annacata, che è insieme fatica e spettacolo. Aprono la festa sfilando per le vie del centro nei giorni precedenti e accompagnano il fercolo durante le processioni.

Il giro esterno e il giro interno

La processione si articola in due percorsi principali su giorni diversi: uno segue il perimetro esterno della città antica, l'altro attraversa il centro toccando i luoghi legati al martirio della santa. Il fercolo con il busto reliquiario viene trainato a mano dai devoti con lunghe cordate. I momenti più intensi sono notturni e possono protrarsi fino all'alba.

I devoti in sacco

I devoti indossano il sacco, una tunica bianca con cordone, berretto nero e guanti, e portano ceri di dimensioni variabili. Non è un costume folkloristico: è un voto. Il rispetto per chi partecipa è la prima regola per chi assiste da spettatore.

Consigli per chi assiste

Aspettatevi folla molto densa, strade chiuse e mezzi pubblici deviati o sospesi lungo i percorsi. Muoversi a piedi è l'unica opzione sensata, e alloggiare in centro diventa un vantaggio pratico enorme. Programma dettagliato, orari e percorsi cambiano di anno in anno: fate riferimento ai canali ufficiali del Comune e della Diocesi nei giorni precedenti.

Le origini della devozione

Agata fu una giovane catanese martirizzata nel III secolo, secondo la tradizione per aver rifiutato le avance del proconsole romano Quinziano. La devozione cittàdina è antichissima e si intreccia con la storia del vulcano: più volte, nei secoli, il velo della santa è stato portato in processione contro le colate laviche in avvicinamento. Non è folklore aggiunto dopo: è il motivo per cui questa festa ha la forza che ha.

La festa di agosto

Oltre alla celebrazione di febbraio esiste una seconda ricorrenza, alla fine di agosto, che commemora il ritorno a Catania delle reliquie della santa dopo il trafugamento a Costantinopoli. È molto più contenuta della festa invernale, ma consente di vedere il fercolo e le candelore senza la pressione della folla di febbraio. Anche in questo caso il programma esatto viene pubblicato di anno in anno.

Come organizzarsi se si e in città

Chi si trova a Catania in quei giorni deve mettere in conto alcune conseguenze pratiche. Le strade del centro storico vengono chiuse al traffico per lunghi tratti e per molte ore; le linee di autobus e la metropolitana subiscono deviazioni e variazioni di orario; molti esercizi commerciali seguono orari straordinari, alcuni restano chiusi. Gli spostamenti si fanno esclusivamente a piedi, e in certi momenti anche camminare diventa lento per via della densita di persone. Alloggiare dentro il perimetro della festa, come nel caso di via Santa Barbara, è in questo contesto un vantaggio notevole: si esce, si assiste a una parte del percorso e si rientra senza dipendere da nulla. Consigli pratici: scarpe robuste, vestirsi a strati perché le soste sono lunghe e le notti fredde, evitare zaini ingombranti, e tenere presente che i momenti più intensi sono notturni. Il programma dettagliato viene diffuso ogni anno dal Comune e dalla Diocesi nei giorni precedenti.

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