A Catania il dolce non è una parentesi di fine pasto: è un momento della giornata con regole proprie. La granita si mangia a colazione, il cannolo nel pomeriggio, la cassata nelle occasioni. Sapere quando ordinare cosa è metà del piacere, e le pasticcerie storiche del centro sono tutte raggiungibili a piedi dall'appartamento.
La granita, che qui è colazione
A Catania la granita non è un dessert del pomeriggio: è colazione. Si ordina con la brioche col tuppo, il panino dolce con la caratteristica pallina sopra, e si inzuppa. I gusti classici sono mandorla, caffè, pistacchio, gelso nero e limone; la panna è opzionale e va chiesta. La consistenza giusta è cremosa e non granulosa: è il segno che il prodotto è fatto bene.
Il cannolo
Scorza fritta croccante riempita al momento con ricotta di pecora setacciata. Il dettaglio che conta è proprio questo: se il cannolo è già farcito da ore, la scorza si ammorbidisce. Le decorazioni cambiano di zona in zona: granella di pistacchio, gocce di cioccolato, canditi.
La cassata
Pan di Spagna, ricotta dolce, pasta reale verde e glassa, con la frutta candita in superficie. È un dolce di origine conventuale, storicamente legato al periodo pasquale ma oggi disponibile tutto l'anno. Se ne trova anche la versione al forno, meno decorata e più asciutta.
La pasticceria di mandorla
La mandorla è la base di buona parte della pasticceria siciliana: paste di mandorla, frutta martorana modellata e dipinta, torroni. È anche la scelta più pratica da portare a casa, perché regge il viaggio meglio dei dolci di ricotta.
Quando mangiarli
Granita al mattino, cannolo nel pomeriggio, cassata come dolce dopo pranzo nei giorni di festa. In estate la granita si consuma anche a metà giornata come rinfresco. Tutte le pasticcerie storiche del centro sono a pochi minuti a piedi dall'appartamento.
Le minne di Sant'Agata
Legate alla festa di febbraio ma reperibili tutto l'anno, le cassatelle di Sant'Agata, dette popolarmente minne, sono piccole cupole di pasta reale ripiene di ricotta, glassate di bianco e sormontate da una ciliegia candita. La forma richiama il martirio della santa. Sono il dolce catanese per eccellenza e il souvenir gastronomico più tipico da portare via.
Come riconoscere una buona pasticceria
Qualche indizio pratico: la ricotta deve essere di pecora e i cannoli farciti al momento, non in vetrina da ore; la granita deve essere cremosa e non ghiacciata a scaglie; la pasta reale deve sapere di mandorla e non di zucchero. Nelle pasticcerie storiche del centro queste cose sono normalmente rispettate, e la fila di catanesi al banco resta l'indicatore più affidabile.
La granita, spiegata bene
Vale la pena capire cosa distingue una granita fatta come si deve. Non e un ghiaccio tritato con sciroppo: e una preparazione in cui acqua, zucchero e l'ingrediente caratterizzante vengono congelati sotto agitazione continua, in modo che i cristalli restino piccolissimi e la consistenza risulti cremosa. Se sentite i granelli sotto i denti, la lavorazione non è stata fatta bene o il prodotto e rimasto fermo troppo a lungo. I gusti storici della zona etnea sono mandorla, che si ottiene da una crema di mandorle pelate, caffe, pistacchio, gelso nero, che ha una stagione breve in estate, e limone. La brioche col tuppo che l'accompagna e un lievitato dolce con la pallina caratteristica sulla sommita, da cui prende il nome. Si mangia inzuppandola, e in estate sostituisce a tutti gli effetti la colazione: e normale vedere gente al bancone alle otto del mattino con granita e brioche.
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